SOLIDARIETA' AGLI OPERAI DELLA INNSE-PRESSE
Segue testo esplicativo redatto dagli operai INNSE.
Siamo i 50 dipendenti della INNSE, purtroppo divenuti 49 in seguito alla scomparsa del caro compagno Giuseppe stroncato lunedì 21 Luglio da un infarto causato probabilmente dalla stressante situazione degli ultimi periodi.
Dopo aver ricevuto le raccomandate dalla nostra azienda in data 31 Maggio 2008 che sancivano l'apertura della procedura di mobilità, ci siamo radunati davanti ai cancelli chiusi della fabbrica e, dopo aver eluso la sorveglianza di polizia, vigilantes privati e tirapiedi del padrone, abbiamo occupato lo stabilimento e proclamato l'assemblea permanente.
Proseguiamo le lavorazioni in corso, incontriamo i clienti, auto-gestendo così ormai da due mesi la produzione e i servizi, auto-finanziandoci persino la mensa, presidiandola giorno, notte e festivi...
Questa officina è produttiva, lo è sempre stata, nonostante qualcuno ne dica il contrario, è l'unica risorsa per noi e le nostre famiglie e siamo determinati a difenderla fino alle estreme conseguenze.
Il padrone Silvano Genta la acquistò due anni or sono dall'amministrazione controllata ottenendo sgravi e prezzi stracciati e dichiarando nelle sedi istituzionali della Provincia di volerla rilanciare....
Oggi scopriamo la realta' dei fatti...
In collusione con AEDES, la proprietà del terreno vuole sbatterci fuori, vogliono farsi beffa persino del Piano Regolatore che sancisce l'area come "industriale" e "non edificabile" fintanto ci sia un insediamento produttivo. Vogliono rottamare un importante monumento dell'industria milanese, una fabbrica che ha lunga storia e valori da tramandare, che fu tra i simboli della Resistenza pagandone alto prezzo in termini di vite umane. Ancora una volta gli interessi dei padroni tentano di schiacciare gli operai così come gli interessi dei palazzinari e delle banche vogliono farla da padroni in un paese dove vendere case e fare mutui si dimostra l'ultima frontiera del nuovo schiavismo. E nessuno è in grado di fermarli!
Genta ha concluso la procedura licenziandoci tutti il 25 Agosto pur avendo davanti un industriale bresciano pronto a rilevare la INNSE. La commissione regionale non ha potuto far altro che registrare il mancato accordo ed aprire la mobilità. A cosa serve la commissione regionale e' la domanda che ci facciamo tutti. Abbiamo chiesto al prefetto di imporre a Genta la sospensione dei licenziamenti in attesa dell'incontro di Roma del 2 Settembre ma non ha potuto farlo. Anche il più scalcinato ed irregolare padrone ha più potere di qualunque istituzione, è una amara scoperta. La riunione al Ministero dello Sviluppo Economico doveva aprire la trattativa fra il vecchio ed il nuovo padrone ma non è servita nemmeno a far ritirare i licenziamenti. Genta ha detto NO anche al Ministero. Una nuova riunione viene convocata per il 12 Settembre a Roma mentre noi continuiamo a lavorare anche se licenziati. Il giorno 10 Settembre, giorno di paga, non arriva un euro, eppure nella lettera di licenziamento è scritto che avrebbe pagato il preavviso. La risposta è immediata, blocco di via Rubattino per tutto il giorno. Genta non solo non paga ma si rifiuta di venire a Roma al Ministero, salta la riunione del 12.
All'alba del 17 Settembre alle 05:30 la forza pubblica entra in fabbrica mette alla porta gli operai che presidiavano lo stabilimento di notte, bloccando l'entrata del primo turno. La fabbrica e' messa sotto sequestro. Un fatto nuovo, agli operai viene impedito con la forza il "poter lavorare". Un crollo verticale della credibilità di tutte le tanto decantate "politiche del lavoro", un crollo della credibilità delle istituzioni politiche che non riescono a fermare un padrone come Genta.
Ora siamo in mezzo alla strada, davanti ai cancelli della fabbrica. Noi siamo fuori ma è fuori anche Genta, come si risolverà è ancora tutto da vedere. Noi resisteremo.
Vogliono chiudere la INNSE.., non lo permetteremo!!!
Un'officina che chiude sono posti di lavoro persi per sempre.
Vi ringraziamo per la vostra solidarietà, siatene orgogliosi.
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